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La legge di stabilità 2016 (legge n.208 del 28 dicembre 2015, art. 1 comma 422/428) ha previsto di dare avvio alle misure per fare fronte ai danni occorsi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive, in attuazione della lettera d) del comma 2 dell'articolo 5 della n. 225 del 24 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni per gli stati di emergenza dichiarati dal 2013 ad oggi.

L'attuazione di tale norma è avvenuta con l'Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 376 del 16 agosto 2016, pubblicata in GU n. 194 del 20 agosto 2016.

Per la Liguria gli stati di emergenza in argomento sono:

  • evento fine 2013/inizio 2014
  • alluvione 9/13 ottobre 2014
  • alluvione 3/18 novembre 2014
  • evento 13/14 settembre 2015

L'ordinanza n. 376/2016, dando attuazione alla delibera approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio, individua i termini, i criteri e la modulistica da seguire; per la Regione Liguria le risorse ammontano complessivamente a 62,5 milioni di euro.

Possono presentare domanda per la concessione dei contributi i soggetti privati che hanno subito danni, già segnalati a suo tempo con il modello di segnalazione del danno (mod. “D” – dgr n.1562/2011).

C'è tempo fino al 29 settembre per presentare al Comune in cui è avvenuto il danno le apposite domande di rimborso, accompagnate da relativa perizia asseverata, per i danni subiti dalle famiglie alluvionate a seguito degli eventi in oggetto.

I contributi sono finalizzati:

  1. alla ricostruzione in sito delle abitazioni distrutte
  2. alla delocalizzazione delle abitazioni distrutte, costruendo o acquistando una nuova unità abitativa in altro sito dello stesso Comune o di un Comune confinante, se la relativa ricostruzione in sito non sia possibile:
    1. in base ai piani di assetto idrogeologico o agli strumenti urbanistici vigenti
    2. in conseguenza di fattori di rischio esterni e per i quali, alla data di presentazione della domanda, non risultino programmati e finanziati interventi di rimozione dei predetti fattori di rischio
  3. alla delocalizzazione di abitazioni non distrutte, ma oggetto di ordinanza sindacale di sgombero adottata in conseguenza degli eventi calamitosi di cui trattasi, a causa di fattori di rischio esterni, anche relativi alle vie d'accesso, e per i quali, alla data di presentazione della domanda, non risultino programmati e finanziati interventi di rimozione o riduzione dei predetti fattori di rischio o non sia possibile realizzare diverse vie d'accesso
  4. al ripristino delle abitazioni danneggiate
  5. al ripristino di parti comuni danneggiate di edifici residenziali
  6. a parziale ristoro delle spese connesse con la sostituzione o il ripristino di beni mobili distrutti o danneggiati, ubicati in abitazioni distrutte o allagate a esclusione di quelli ubicati nelle abitazioni ricadenti nella precedente lettera c)

Entro i successivi 30 giorni i Comuni devono ultimare l'istruttoria sulle domande pervenute e trasmettere alla Regione gli elenchi degli ammessi, sulla cui base viene individuato il rimborso massimo concedibile per ciascuna domanda rispetto alle risorse disponibili: per le abitazioni principali viene riconosciuto al massimo l'80% del valore più basso tra quello comunicato a suo tempo nella segnalazione dei danni e quello indicato nella perizia asseverata, con tetto a 187.500 Euro; per le seconde case è fino al 50% con limite massimo a 150.000 Euro.

Limitatamente alle abitazioni principali distrutte o allagate è previsto un contributo per il ripristino o la sostituzione dei beni mobili distrutti o danneggiati ivi ubicati a favore del relativo proprietario.

Tale contributo è determinato nella misura massima di 300 euro per ciascun vano catastale distrutto o allagato e comunque nel limite massimo di 1.500 euro. Tale contributo è riconosciuto solo per i vani catastali principali quali: cucina, camera, sala.

Si rimanda alla lettura del provvedimento per i moduli da utilizzare e le procedure da seguire.

Allegati: 

 

 

APPROVATO IL NUOVO SISTEMA DI ALLERTA METEO

Dal 15 ottobre entra in vigore il "semaforo" con l'allerta gialla, arancione e rossa, che sostituirà le storiche allerte 1 e 2

Approvato il nuovo sistema di allerta meteo

Dai numeri ai colori: la Regione Liguria cambia il sistema di allertamento in caso di emergenza meteo. La Giunta ha approvato oggi il "semaforo" giallo-arancione-rosso che sostituirà dal 15 ottobre i tradizionali "1" e "2", adeguando così la Regione alle indicazioni della Protezione Civile nazionale e soprattutto semplificando ai cittadini la comprensione dei vari livelli di pericolosità.

Per ulteriori informazioni visita il sito: www.regione.liguria.it 

 

Risarcimento danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole

Sono disponibili i moduli per la denuncia dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole, zootecniche ed alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo ai fini del risarcimento.

FATTURAZIONE ELETTRONICA PA - REGOLE GENERALI (obbligatoria dal 31.03.2015)

Ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza, a partire dal 6 giugno 2014, non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. La stessa disposizione si applicherà, dal 31 marzo 2015, ai restanti enti nazionali e alle amministrazioni locali. Inoltre, a partire dai tre mesi successivi a queste date, le PA non potranno procedere al pagamento, neppure parziale, fino all’invio del documento in forma elettronica.

L’obbligo di fatturazione in forma elettronica nei confronti delle Amministrazioni dello Stato è stato introdotto dalla Finanziaria 2008. La legge ha stabilito che la trasmissione delle fatture elettroniche destinate alle Amministrazioni dello Stato deve essere effettuata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), sistema informatico di supporto al processo di “ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie” nonché alla “gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica”. Le modalità di funzionamento dello SdI sono state definite con il decreto ministeriale 3 aprile 2013, n. 55.

Gestore del Sistema d’Interscambio è l’Agenzia delle Entrate (decreto ministeriale del 7 marzo 2008), alla quale sono stati demandati i seguenti compiti: coordinamento con il sistema informatico della fiscalità, controllo della gestione tecnica del Sistema di Interscambio, vigilanza in ordine al trattamento dei dati e delle informazioni, gestione dei dati e delle informazioni che transitano attraverso il Sistema di Interscambio ed elaborazione di flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica. Inoltre, l’Agenzia, periodicamente, relaziona al ministero dell‘Economia e delle Finanze sull'andamento e l'evoluzione del sistema.

Tutta la documentazione tecnica sulla fattura elettronica, le modalità di trasmissione e i servizi di supporto e assistenza, sono disponibili su www.fatturapa.gov.it, un sito dedicato esclusivamente alla fatturazione elettronica verso le Pubbliche Amministrazioni.

Soggetti interessati

Gli utenti coinvolti nel processo di fatturazione elettronica sono:

  • - gli operatori economici, cioè i fornitori di beni e servizi verso le PA, obbligati alla compilazione/trasmissione delle fatture elettroniche e all’archiviazione sostitutiva prevista dalla legge. Va precisato che le fatture emesse dagli intermediari per la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi e per la riscossione mediante modello F24 sono, al momento, derogate dagli obblighi
  • - le Pubbliche Amministrazioni, che devono effettuare una serie di operazioni collegate alla ricezione della fattura elettronica
  • - gli intermediari (banche, Poste, altri intermediari finanziari, intermediari di filiera, commercialisti, imprese ICT), vale a dire soggetti terzi ai quali gli operatori economici possono rivolgersi per la compilazione/trasmissione della fattura elettronica e per l’archiviazione sostitutiva prevista dalla legge. Possono servirsi degli intermediari anche le PA per la ricezione del flusso elettronico dei dati e per l’archiviazione sostitutiva.

Il sito "FatturaPA"

All’interno di www.fatturapa.gov.it è prevista una sezione dedicata ai servizi/strumenti, differenziati per utente (operatori economici, PA e intermediari), che consente di:

  • - gestire le procedure di accreditamento dei canali (web, web service, SpCoop, Ftp, Pec)
  • - controllare la correttezza o meno del contenuto della fattura replicando i controlli effettuati dal Sistema di Interscambio
  • - monitorare lo stato, all’interno del perimetro del Sistema di interscambio, delle fatture transitate attraverso il medesimo Sistema
  • - simulare, per un periodo determinato di tempo, le fasi del processo (compilazione, invio, ricezione di fatture e notifiche)
  • - ricevere assistenza da personale tecnico, tramite l’invio di mail a un contact center.

Ampio spazio è dedicato, inoltre, sia alla documentazione normativa, che ricostruisce il quadro complessivo sul tema della fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, sia alla documentazione tecnica che dà evidenza del formato fattura da adottare, delle istruzioni per l’interazione con il SdI e di ulteriori specifiche tecniche.

La tempistica

Riepilogando, questo è il calendario della decorrenza degli obblighi:

  • - 6 giugno 2014, per ministeri, Agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza
  • - 31 marzo 2015, per gli altri enti nazionali e per le amministrazioni locali.

In ogni caso, già dal 6 dicembre 2013, le PA possono cominciare volontariamente a ricevere le fatture elettroniche, loro destinate, attraverso il Sistema di Interscambio.

 

Codice Ufficio Comune di Mezzanego

 

UFFICIO   CODICE  
Ufficio Ragioneria:   UFEL3P

 

SEPARAZIONI E DIVORZI DAVANTI ALL'UFFICIALE DI STATO CIVILE

L’11 dicembre 2014 è entrata in vigore la norma che permette di separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni di separazione o divorzio, in maniera consensuale, senza rivolgersi ad avvocati e al tribunale.

Dove?

Ai coniugi è data la possibilità di presentare una richiesta congiunta all’ufficiale dello stato civile del Comune:

-       di residenza di uno dei coniugi,

-       in cui è iscritto l’atto matrimonio a seguito di celebrazione

-       in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato con rito religioso

-       in cui è trascritto l’atto di matrimonio celebrato all’estero

L’assistenza di un avvocato è facoltativa.

Chi si può avvalere di questa modalità semplificata?

Tutte quelle coppie che in comune:


- non abbiano figli minori;

- non abbiano figli maggiorenni incapaci (cioè sottoposti a tutela, curatela, amministrazione di sostegno);

- non abbiano figli maggiorenni portatori di handicap grave (Legge n.104/1992);

- non abbiano figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;

- raggiungano l’accordo senza alcuna clausola contenente “patti di trasferimento patrimoniale” produttivi di effetti traslativi di diritti reali (es: l’uso della casa coniugale, passaggi di proprietà dell’abitazione). Sono ammessi rapporti obbligatori che non producono effetti traslativi (es: obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico, sia in caso di separazione c.d. assegno di mantenimento, sia nel caso di richiesta congiunta di divorzio c.d. assegno divorzile. Non è ammessa la previsione della corresponsione, in un’unica soluzione dell’assegno periodico di divorzio c.d. liquidazione una tantum).


In presenza di figli minori o maggiorenni, nelle condizioni di cui sopra, è prevista la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita con l’assistenza di almeno un avvocato per parte.

 

Come avviare la procedura

Rivolgersi all’ufficiale di stato civile per chiedere informazioni sulla documentazione occorrente, sottoscrivendo successivamente, da parte di entrambi i coniugi, specifico modulo per conferire dati per l’acquisizione dei documenti.

Acquisiti i documenti necessari, l’ufficiale di stato civile fisserà un appuntamento per sottoscrivere l’accordo.

Sottoscrizione dell’accordo e sua conferma

Il giorno dell’accordo, l’ufficiale di stato civile riceverà da ciascun coniuge la dichiarazione di volontà per separarsi, divorziare o modificare le precedenti condizioni di separazione o divorzio, secondo le condizioni pattuite. Compilato e sottoscritto l’accordo viene fissato un nuovo appuntamento per la conferma dello stesso.
Alla data del secondo appuntamento (non prima di 30 giorni dal primo), i due coniugi devono ripresentarsi davanti all’ufficiale di stato civile per confermare l’accordo.
La mancata comparizione nel giorno concordato, senza giustificato motivo, varrà quale rinuncia e quindi mancata conferma dell’accordo.

 

Documenti da presentare:

- Documenti di identità;

- (nel caso di divorzio) Sentenza di separazione, passata in giudicato, da almeno 12 mesi per la procedura di separazione giudiziale e di 6 mesi nel caso di separazione consensuale a far data dalla presentazione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale oppure copia dell’accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da avvocati, trascorsi più di 6 mesi dalla data certificata nell’accordo stesso, oppure l’atto contenente l’accordo di separazione concluso davanti all’ufficiale dello stato civile, trascorsi più di 6 mesi dalla data dell’atto contenente l’accordo stesso.


- (nel caso di modifica delle precedenti condizioni) Precedente accordo.

 

Costi del procedimento

Il procedimento prevede un costo massimo di Euro 16,00, da versare all’atto della firma dell’accordo.

Decorrenza degli effetti

Nei casi di separazione e divorzio, l’efficacia si avrà con la conferma dell’accordo, non prima di 30 giorni dalla firma dell’accordo. Gli effetti giuridici decorreranno dalla data dell’accordo.

Nel caso di modifica delle condizioni di separazione o divorzio, l’accordo è immediatamente efficace.

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